Geografia

La storia inizia nel 1880… precisamente la mattina del 10 settembre… lungo il fiume Congo… Pietro Savorgnan da Brazza, convince il re Makoko dei Bateke a firmare un foglio molto importante…

La storia di oggi inizia nel 1880. Precisamente, durante la tarda mattinata del 10 settembre, in un avamposto lungo il fiume Congo. Pietro Savorgnan è un ufficiale al servizio di Napoleone III. Esploratore, grande diplomatico, decisamente un personaggio eccentrico. Si muove con valigie prodotte da Louis Vuitton (e disegnate dallo stesso Savorgnan) ed è diverso dagli altri esploratori: un aristocratico che marcia scalzo e si batte contro la schiavitù. È anche un massone, seppur pentito dopo aver visto le ingerenze dei massoni nello sfruttamento dell’Africa equatoriale.

Ad ogni modo, c’è un aspetto prosaico nel personaggio: con la firma che ha ottenuto dal re africano, la Francia diventa protettrice di tutta la regione del Congo. In pratica, Parigi entra a gamba tesa nel grande gioco dell’Africa centrale e prende di fatto possesso in un’area che dalla costa si spinge verso il cuore del continente, sulle orme del grande fiume Congo. Grazie a questo accordo nasceva il Congo. Per capirne l’importanza basta pensare che la capitale attuale del Congo, Brazzaville, è l’unica in Africa ad aver mantenuto il nome del suo fondatore. Savognan diventa un eroe, il volto buono del colonialismo. Così buono che Trieste gli dedicò persino il suo aeroporto, per poi revocarne la nomina (ma solo per motivi di spazio, effettivamente Pietro Savognan da Brazza è lunghetto). Pietro Savorgnan, cognome importante e aspetto povero (cercate le immagini nel web), sembra quasi un cristo. Viene tratteggiato come un personaggio morbido e aperto al dialogo.

Ecco, questa è l’immagine bonaria che ha accompagnato l’idea del colonialismo europeo per tantissimi anni. Facciamo un piccolo passo avanti nel tempo. In realtà non troppo piccolo: 2006, 126 anni dopo quella mattina di settembre. Il presidente Sassou N’Guesso, per molti piazzato al potere del Congo dai francesi, decide di costruire un mausoleo in onore di Savorgnan a Brazzaville. Dove addirittura trasferirvi la salma dell’esploratore Per l’International Herald Tribune si tratta di una farsa neo-coloniale, ai famigliari non piace l’idea di spostare i resti di Savognan, per molti intellettuali congolesi è un’offesa verso coloro che hanno lottato per l’indipendenza del paese.

All’iniziativa partecipa il presidente Chirac, il colonialismo diventa un periodo controverso da scansare esilmente grazie all’amicizia tra i popoli e alle gesta di grandi persone su cui, del resto, si fonda la narrazione del nazionalismo.Qual è il senso di questa storia? È difficile dirlo con esattezza, tuttavia ci fa capire come potere e geografia siano strettamente interconnesse. Del resto lo studio stesso della disciplina dagli anni Settanta tiene conto di questo fattore: autori come Lefebre e Lacoste, partendo dalle intuizioni di Foucalt, hanno scritto che il rapporto tra il potere e lo spazio (quindi la geografia) non è legato solo alla sfera materiale, geometrica. C’è una sfera simbolica, discorsiva, regata alla retorica e alla cultura popolare grazie alla quale il potere riesce a dominare anche la geografia. Pensiamo alla guerra tra Etiopia ed Eritrea, ma anche all’epopea che i nazionalisti italiani legano a Fiume e all’Istria. L’elenco è lungo.

JOSHUA EVANGELISTA

Foto: pixabay.com

Potere E… ritorna martedì 19 maggio

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