Far West E Fuochi D’Artificio

Un commento non voluto su quella che chiamano politica prossima ventura.

di Gian Michele Spartano Tempio Aperto

Dopo l’ultima uscita di Tempio aperto, il suo scrivano si è visto ricevere da qualche gentile lettore talune critiche sul taglio che la rubrica ha via via preso: di non commentare le vicende politiche terrene, ma di volare sempre troppo in alto, così alto che non la vede quasi più nessuno… Per soddisfare queste benvenute critiche ed i silenzi di chi la pensa uguale, ci tappiamo le narici con un intervento di politica interna, tentando di rappresentare lo scenario prossimo venturo su quel che ci toccherà.

I venti di queste ultime settimane dell’infausto 2020 spingono dall’orizzonte un guaio di livello costituzionale, alla cui soluzione non potrà che provvedere, come già in passate circostanze, il nostro Capo dello Stato.

Intanto fissiamo i paletti temporali dell’affaire : 1° Gennaio – 31 luglio 2021: con la prima indichiamo la partenza, più simbolica che reale, per l’erogazione su cinque anni dei primi Euri dei 209 mld. del recovery fund (o, per meglio chiamarlo col suo nome, del NextGenerationEU); con la seconda, la data oltre la quale scatta il c.d. “semestre bianco”, durante il quale non potranno essere sciolte le Camere.

Aggiungiamo inoltre una data tutt’altro che perentoria, ma condizionata dall’andamento della pandemia: il 31 Gennaio è il termine ultimo dello Stato di Emergenza. Pertanto, chi è credente dovrà accendere una doppia serie di ceri, anti Covid ed anti-marasma… Chi invece non si potrà accontentare dei riti propiziatori, dovrà metter mano alla nostra Carta e stiracchiarla un po’.

Sappiamo che il 15 ottobre scorso è stata presentata all’esame della Commissione Europea la bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che indica i progetti, circa un centinaio, che saranno oggetto del finanziamento da qui al 2026 (guarda un po’, 5 anni esatti!), in forma di sussidi e di prestiti. La faccio semplice semplice, eh!? Così come già semplicemente spudorata si è scatenata la lunga rincorsa alla diligenza, tanto svergognata quanto violenta. I tre Cavalieri dell’Apocalisse + 1, si sono già scatenati da oltre un mese, in vista dell’assalto finale a quella gigantesca torta. Vorrete mica che i Fantastici Quattro, anzi Tre più uno lascino il mastodontico boccone per la ripresa del Paese in mano al Prof. Conte ed a Tamburì Di Maio?

Vi chiederete: perché mai scriverà costui che è questione di livello costituzionale? Pazientate!

Televisioni e giornali detengono un sofisticato mixer mediante il quale aprono un po’ uno un po’ l’altro il volume dei nostri spazi di ascolto alle uscite di Matteo Testadilegno, Giò Boccadirose e Matteo Testadibischero; attendiamo da un momento all’altro il prudente ed attempato CavalieRe, che trattiene il suo fader su livello medio (per bocca persino della Baby Butterfly Casellati, sigh!). Gli argomenti da battaglia con secchi colpi ai fianchi, sia pur in apparenza seri e degni di ascolto, allo stato, di emergenza ripeto, non possono mai raggiungere l’immanenza e gravità della priorità sanitaria. Questi “signori” (virgolette d’obbligo..) sono concordi anche se su differenti “timbri” d’ascolto, di inculcarci che la sola e unica strada politica sia quella delle elezioni anticipate. Prima che sia possibile. Prima di cosa, lo leggete sopra…

Quel che più stupisce è l’atteggiamento autodistruttivo che stanno assumendo taluni dell’Armata Zingarettona, a dimostrazione non solo di una totale assenza di senso dello Stato di molti suoi esponenti, fra’ Montalbano in testa, ma di una idea una da saper seriamente contrapporre alla banda dei Tre + 1. I Pentastellati? al primo stormir di vento rischiano altri frantumi interni…

Capirete, se questo è il quadro politico che si presenta all’unico garante in carica della Costituzione, che questi non ha un minuto da sprecare per salvare il salvabile. Gli servirà tutta l’energia e la capacità di resistenza a quelle pressioni. Il primo importante appuntamento pubblico sarà a reti unificate alle 20.30 del 31 prossimo. Credo, almeno me lo auguro di cuore, che trovi in quei 20 minuti le parole e la tensione giuste per infondere in ognuno, come singoli e come società civile, il senso di partecipazione a quel bisogno di unità “democratica” del Paese più volte invocato e pedissequamente ignorato. Poiché nulla di più deleterio, a parte una feroce terza ondata di contagi, potrà verificarsi nel dover mandare in quei mesi il paese a votare. Dovremo, col tramite di chi è a rappresentarci come Nazione, farci carico di scelte che saranno sì oggetto di altre polemiche, ma senz’altro finalizzate alla tenuta di quella unità dello Stato oggi messa in pericolo da sciacalli ed avvoltoi. Chiederà a noi, semplici cittadini, tutta la forza necessaria per superare questo ennesimo tempestosissimo passaggio istituzionale.

Tempio Aperto, nel chiudere le sue esternazioni per quest’anno, spera di aver soddisfatto, lo vorrei per sempre, chi vuol veder scritto di questa brutta politica. Rivolge a tutti, Bradipodiario compreso, il più sentito augurio per un 2021 di pace e giustizia.

⇒ Foto: Gian Michele Spartano ≈ Prossimo Appuntamento: Mercoledì 6 Gennaio

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