Edith E L’Angelo Biondo

Una cantante divina, un ciclista mediocre. Un amore disperato – tutti quelli di Edith – per un angelo biondo dagli occhi azzurri

di Guido Bigotti Diario Della Bicicletta

Con un’inconfondibile voce roca e piena di rabbia Edith Piaf, la più grande cantante francese di tutti i tempi, cantava nelle sue canzoni solo l’amore e di amori, quasi tutti disperati, era stata piena la sua vita: uomini di spettacolo, ma anche sportivi, tutti immancabilmente sposati. Il primo era stato il campione del mondo di pugilato Marcel Cerdan, morto in un incidente aereo nel 1949. Un dolore del quale il passerotto Edith (nel parlato parigino piaf è il nome dell’uccellino) pensava di non riprendersi più, fino a quando non conobbe Louis Gèrardin, un modesto pistard, amante del lusso, della cultura, dell’eleganza e dell’ozio. Vestiva elegante Gèrardin e frequentava i locali alla moda, i suoi capelli biondi e gli occhi azzurri emanavano un fascino irresistibile.

Gli sguardi e le vite del ciclista e della cantante si erano incrociati una sera sulla pista del velodromo parigino. La diva aveva trentasette anni, il corpo consumato dalla malattia e soprattutto dall’alcol, il cuore spezzato per il dolore; ma si era subito innamorata del ciclista, di tre anni più vecchio di lei, sposato da dieci anni. Nelle oltre cinquanta lettere al suo bell’angelo biondo con gli occhi azzurri che firmava le sue lettere con la tua donnina, (Edith era alta appena un metro e quarantacinque). Edith si gettava anima e corpo sul suo ciclista; Vorrei servirti, coccolarti, essere ai tuoi piedi e fare l’amore sin quasi a morire, annientata da te, fare l’amore ancor meglio, non avere più alcun pudore, abbandonarmi totalmente al desiderio, non essere più su questa terra, essere stanca al punto di non aver neppure più la forza di dire ti amo.

La disperata Edith, invocava l’amore del ciclista dagli occhi azzurri, scrivendogli due o tre lettere al giorno, alle quali lui non rispondeva mai. La loro relazione era durata solo alcuni mesi nel 1952. Edith lo implorava di divorziare, prometteva di non bere più, faceva progetti. Diceva di non voler essere più una “ragazzina sconsiderata”, giurava di volersi sottomettere ai voleri del suo “padrone” come a volte lo chiamava. Poi aveva cominciato a chiamare il suo “ragazzino”, il suo “bambino prediletto”, e gli aveva confessato di sentirsi più forte di lui. Il fragile campione del pedale aveva inutilmente tentato di dirle che non era lei a comandare; poi aveva cominciato a tergiversare, a restare come in surplace sulla pista della vita. E alla fine aveva smesso di pedalare ed era tornato, sconfitto, alla linea di partenza, cioè alla moglie.

Edith si era rassegnata, era partita per l’America e si era sposata con un altro. La diva vestiva sempre di nero aveva giocato con più disinvoltura le sue carte sulle ruote della vita; purtroppo per lei il destino le avrebbe riservato ben poche gioie. Dopo un secondo matrimonio, minata dalla malattia, è morta il 10 ottobre 1963. Louis, il ciclista dagli occhi azzurri e dal cuore di ghiaccio, è vissuto fino al 23 maggio 1982 e nessuno si ricorda più di lui.

⇒ Foto: lepoint.fr ≈ Prossimo Appuntamento: giovedì 3 giugno

9 Comments

  1. Paolo Santangelo Reply

    Grazie Guido per averci ricordato questa storia d’amore tormentata che ricorda un po’, per certi versi, la storia d’amore vissuta da Fausto Coppi.

  2. Katya Reply

    Grazie Guido, molto bene descritta la triste storia di Edith Piaf. Mi riporta indietro con la mente quando ero bambina, i mie genitori avevano tutti i suoi dischi. Una donna così fragile ma con questa voce così potente, unico dono che il destino gli ha regalato, visto il suo vissuto così drammatico.
    La canzone che ricordo in modo particolare ( mi sembra che la rappresenta bene) è:
    “No, non Rimpiango Niente
    No! Niente di niente
    Non rimpiango niente
    Nè il bene fattomi
    Né il male, tutto ciò mi è indifferente!”…

  3. Susanna Reply

    Fa pensare sempre come persone che rendono più bella la nostra vita con le loro voci, i loro volti, le loro opere, siano state in verità così infelici.
    Interessante vedere anche come una cantante famosa frequentasse il velodromo o il ring. Proprio tempi tramontati.
    Grazie Guido, è sempre bello leggerti.

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