E Verrà L’Uomo

di Gianfranco Gonella focus.it


Sapete cos’è, o meglio, cos’era la Corte dei Miracoli?


Cari amici bradipolettori ben ritrovati a questo nostro appuntamento mensile. A differenza delle altre volte vi voglio subito dire che il titolo di questa volta è un brano inciso dal gruppo savonese “Corte dei Miracoli” nel 1976. Tornerò come di consueto al termine per parlarvi di questo gruppo lasciandovi il link per ascoltare il brano. Prendo invece spunto proprio dal nome del complesso, Corte dei Miracoli appunto. Sapete cos’è, o meglio, cos’era la Corte dei Miracoli?

Da Wikipedia: Con l’espressione “corte dei miracoli” ci si riferiva a un vicolo chiuso o a un quadrivio di una città dove si riunivano in gruppi organizzati mendicanti ed emarginati sociali. Si legge di seguito: A Parigi i luoghi chiamati “la cour des miracles” (il “cortile” dei miracoli) erano in diversi quartieri della città dove soggiornavano ladri e pezzenti che avevano preso l’abitudine di eleggere un loro “re” di cui essi costituivano quel popolo dove avvenivano “miracoli”, poiché le finte infermità dei mendicanti, ostentate per impietosire i passanti, vi guarivano di notte come per miracolo.

All’interno della corte vi era un vero e proprio governo, veniva proclamato un Re dei pezzenti che comandava su tutti i mendicanti di Francia che in tutte le province ubbidivano ai “cagous”, vale a dire dei luogotenenti del re, persone che istruivano i mendicanti principianti nel mestiere. E poi non vanno dimenticati gli “archissupots”, cioè i saggi del regno, studenti che insegnavano a questi “esordienti” dell’accattonaggio l’”argot”, una special lingua cifrata che non faceva capire a estranei che cosa si stavano dicendo. Questi ultimi per il loro servizio erano dispensati dal pagare le tasse alla corte stessa. Vi invito ad una ricerca in rete per approfondire l’argomento.

Oggi da noi si usa definire come Corte dei Miracoli quegli ambienti o gruppi di persone con deformità fisiche, o in condizioni miserevoli, o magari sospette o disoneste. Dopo questa lunga introduzione veniamo all’argomento che voglio affrontare.

Abbiamo iniziato per prima noi con l’incontro denominato G20, il gruppo formato dai leader, dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali che si sono ritrovati per discutere di “Persone, Pianeta, Prosperità”. Un programma ambizioso, bisognava trovare soluzioni al grande problema dei rifugiati, dei migranti, senza dimenticare che il nostro pianeta è sempre più in sofferenza per emergenza climatica e surriscaldamento dovuto alle emissioni di CO2, e poi di prosperità, di trovare la maniera per essere di nuovo ricchi e contenti, con lavoro per tutti. E tutto questo lo si doveva fare in 2 giorni, dal 30 al 31 ottobre. Non dimentichiamo che oltre a discutere dei tre temi sopra riportati si è anche trovato il tempo per una foto ricordo lanciandola monetina nella Fontana di Trevi come buon auspicio. Neanche nostro Signore poteva ambire a così tanto in così poco tempo.

Ma, per fortuna, subito dopo c’è stato il COP26, altro incontro tra rappresentanti del mondo industrializzato che è stato chiamato proprio per prendere decisioni drastiche, non limitandosi alle sole parole, ma impegnandosi concretamente a salvare questa nostra Terra. E così i rappresentanti di 40 paesi hanno preso 400 jet per andare a Glasgow, inquinando ancor di più quel poco d’aria “pulita” della campagna scozzese. Su cosa quest’incontro abbia prodotto lo avrete sicuramente letto sui giornali e/o visto in televisione, quindi stendo un velo pietoso e passo oltre.

Vi lascio un link al quale potrete accedere per leggere di alcune perle di questa conferenza.

Chiudo qui la parte politica dell’articolo e torno a quella musicale. Come scritto il brano che da il titolo all’articolo è del gruppo savonese “Corte dei Miracoli”. Il complesso nasce dall’incontro di musicisti provenienti da due gruppi liguri attivi nei primi anni ’70, Il giro strano e i Tramps. Queste due formazioni sfiorano soltanto il contratto discografico, pur partecipando a raduni di fama nazionale come ad esempio quello che si svolge a Villa Phanphili a Roma. Come scritto alcuni di questi musicisti si mette insieme formando appunto il gruppo Corte dei Miracoli che, notati da Vittorio De Scalzi dei New Trolls, vengono ingaggiati per l’etichetta Grog proprio di Vittorio.

Pubblicano un disco nel 1976, privo ormai di originalità perché ormai pieno di influenze e riferimenti della musica pop d’oltremanica ed anche ad un prog sinfonico dovuto all’uso di due tastiere. All’ascolto qualche sonorità ricorderà anche il Banco del Mutuo Soccorso, proprio per l’uso delle tastiere. Dopo la pubblicazione del 33 giri il gruppo si scioglierà e alcuni di loro proveranno a riformare il vecchio gruppo de Il Giro Strano, senza comunque arrivare al successo. Il testo del brano lo riporto per intero per lasciarvi alle ultime parole che, forse erano premonitrici, sembrano la conclusione del G20 e del Cop26.

Ho sognato di vagare nello spazio Ho varcato i confini del reale
Ed ho raggiunto un mondo Con abitanti-alberi, senza età
Regni immensi senza alcun sovrano Dove la gente vive in armonia
E sa portare dentro sé Il peso estenuante del dolore
Ed io provai nuove sensazioni Strane passioni che crearono in me
La voglia di stare, e dopo morire
Fauni e ninfe che cercano il tesoro Dove nasce l’arco iridescente
Sui leggendari fiumi che Ai monti tornano, limpidi
C’è nell’aria il canto dell’amore Gravita attorno la voce del silenzio
Gridano al cielo terso che Questo mondo resterà, libero
Se non verrà il mostro umano per Poi coltivare foreste di cemento
E mari di fango e cieli di piombo  


Il Mito Ostinato ritorna lunedì 20 dicembre


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2 Comments

  1. Claudio Savergnini Reply

    Uh Gianfranco! il tuo intervento oggi sembrava, a prima vista, suscitare meno indignazione di altri precedenti ma non è così perchè infine accenna ad una problematica che non è circoscritta alla nostra povera Italia ma riguarda l’intero pianeta. Purtroppo l’emergenza climatica è sicuramente meno sentita dai più rispetto ad altre beghe politiche le cui ricadute nell’immediato sono più percepibili. Il livello dei mari si sta alzando ma i suoi effetti tangibili sono ancora lontani dal palesarsi, mentre il rischio di trovarsi nuovamente ad affrontare lockdown e quarantene è molto più immediato. Ciò che più gravemente affligge la società globale è la disinformazione (che genera ignoranza su temi importanti) e quell’atteggiamento di sufficienza nei confronti della scienza che non ci permette mai di affrontare per tempo i problemi prima che incancreniscano, ma solo quando le situazioni sono degenerate. Siamo dovuti arrivare alla quarta ondata del Covid per capire che bisogna intervenire in modo più incisivo almeno su una parte della popolazione? magari! invece se ne sta ancora discutendo, si valuta tra ciò che è costituzionale e ciò che è pregiudizievole al consenso elettorale… Che dire allora di quella che è appunto la situazione del clima? Già nel 1972 nel libro “I limiti dello sviluppo” venivano esposte simulazioni rigorose per dimostrare quanto il pianeta Terra avesse un limite nella sua “capacità di carico”. Al mondo siamo tanti, troppi, e nei paesi industrializzati anche sommamente energivori; produciamo, in varie forme, un inquinamento che sta rovinando mari e atmosfera e lo si sapeva da almeno mezzo secolo, non si può dire che non fossimo avvisati! Non vado oltre a citare esempi perchè questo è un argomento che lo spazio di un intero libro non sarebbe sufficiente per trattare esaurientemente; mi limito solo a dire che ciascuno di noi ha la sua parte di responsabilità, responsabilità che non è solo dei politici che si ritrovano nei G20 o ai COP26. In quelle sedi loro hanno ben presente chi stanno rappresentando e si comportano di conseguenza. Nessuno di noi auspica un aumento delle tassazioni e una diminuzione dei consumi e delle comodità per far fronte ad una situazione di emergenza; tutti vogliamo le strade bene illuminate di notte anche se in realtà di notte in giro non c’è anima viva; nessuno vuole ridurre la temperatura nel proprio salotto quando fuori fa freddo e ormai rinunciare all’aria condizionata per molti è diventato impossibile… in parole povere a chiunque va bene che si prendano provvedimenti per ridurre l’inquinamento, l’effetto serra et simila, purchè non si vengano a toccare i privilegi che ciascuno ha acquisito e a cui non intende rinunciare. Dalle comodità non si torna più indietro! Di conseguenza le rinunce, se si renderanno necessarie, ci verranno imposte dall’alto così come eventuali tassazioni supplettive. Dai singoli però, a tutt’oggi, non si percepisce ancora una presa di coscienza di un problema serio sul clima che si sta modificando, se non la sciocca considerazione del fenomeno in frasi del tipo non ci sono più le stagioni di una volta; per il resto è un passivo procedere, come se nulla fosse, tra consumi e sprechi perchè non tocca a noi rimediare.
    L’immagine dei quattrocento jet arrivati a Gasgow… ops pardon, Glasgow, mi ha fatto tornare alla mente un verso di Claudio Rocchi, che nel 1980 cantava: “o sei parte del problema o sei parte della soluzione”, ed ho cercato questo video:
    https://www.youtube.com/watch?v=QHB9qnLs5VM
    nei primi due minuti Rocchi spiega il brano che eseguirà e consiglio di non saltarli perchè è la parte più pregnante.
    Ovviamente Rocchi, da sognatore visionario qual’era ha postulato questa sua visione dualistica, ma improntata ad una concezione ottimistica dell’esistenza. Il verso completo nella canzone è: “o sei parte del problema o sei parte della soluzione, non c’è modo di mettersi in un’altra posizione…”
    io, che invece non sono così ottimista, penso dal canto mio che ci sia la terza opzione, ci sia la possibilità di mettersi effettivamente in un’altra posizione: e non passerà molto, vedrete, che ci troveremo tutti metaforicamente “a novanta gradi” !

  2. Gian Reply

    Caro Claudio, per l’articolo di questa volta sono voluto tornare ad uno dei temi da me già più volte affrontato, quello dell’inquinamento e di come stiamo distruggendo la nostra terra. Almeno per questa volta ho la speranza, forse utopica, che visto l’argomento non ci siano in giro anche i negazionisti dell’aria malsana. Ormai tutti siamo consapevoli dei gravi danni che stiamo facendo, che i nostri industriali stanno facendo, che le nostre politiche stanno facendo. Cercate di lasciare il mondo migliore di come l’avete trovato, ti ricorda qualcosa? Tutti nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, ai nostri politici possiamo fare arrivare la nostra voce indignata mentre ai padroni del vapore bisogna toccare il portafoglio. Come? Anni fa una campagna non violenta come il boicottaggio verso alcune grandi firme di abbigliamento sportivo ha fatto si che queste cambiassero atteggiamento verso i propri lavoratori, specialmente verso lo sfruttamento minorile. Un’altra campagna di boicottaggio verso il pregiudicato di Arcore ha portato a rivedere i metodi di ingaggio dei lavoratori e delle lavoratrici dei suoi supermercati. Lo so che i grandi inquinatori sono i produttori di energia e i petrolieri e che noi non vogliamo certamente fare a meno della corrente a casa e di continuare a girare con la nostra automobile, ma qui possiamo, anzi dobbiamo, far intervenire i nostri politici che possono obbligare a una produzione più attenta all’ambiente pena una tassazione sull’inquinamento. Utopia? Forse, ma perché non provarci?
    Come il Mito, ostinatamente.

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