E’ Il Momento Dei Più Buoni

di Gian Michele Spartano Gian Michele Spartano


Le ricette possibili per il 2022, suggerite con l’augurio di rimanere vivi.


Ci lascia un altro anno e saremo tutti contenti, perché sono stati altri 365 bollettini COVID; brinderemo pregando perché l’ennesima ondata si attenui quanto prima, grazie alla terza e poi alla quarta e quinta…dose di vaccino Vaxveravita. Ricolmi di speranza e prosecco, sessanta milioni di cervelli saranno in ansia per il discorso del Presidente che se ne va senza “Bis”: che ci dica almeno qualcosa, una frase, una parola bene augurante. Non mancherà, il saggio ed austero uomo di Palermo, che non vuol altro che riconfondere quegli occhi celesti al loro mare. Come biasimarlo?! Come discutere una scelta da parte di chi si è messo in palio, opinabile o meno il suo pensiero politico, offrendo con dignità e disinteresse un servizio pubblico, coltivata la speranza mai rivelata di riscattare grandi sofferenze personali. L’esempio che ci offre è nelle cose: giocarsela. Che vada il buonuomo del Quirinale, il segno di uno stile di condurre la cosa pubblica da “statista” con lui chiude per sempre; a lui va una fetta del merito per l’avvento dei Magi con l’oro, l’incenso e la mirra del PNRR, ma nulla potrà per evitare il volo della vecchia Befana che spazzerà via tutti i buoni propositi natalizi che noi consumatori, la politica ed i poteri tutti si sono ripromessi per il nuovo anno. Ognuno con la sua ragion d’essere, ben precisa.

I poteri. La valanga di soldi europei di cui SuperMario si rende garante di non privare l’Italia, ricorda con un cinico richiamo il meno gradevole evento del gennaio 2017 in quel di Rigopiano, ai piedi del Gran Sasso. Ricordate? Lì la valanga fu di neve e andò a presentare il suo conto di morte e distruzione; e si brindò a quell’evento, foriero per alcuni di imminenti lucrosi e sporchi affari. Perché non si parla un po’ già da subito dei rischi moltiplicati all’ennesima e di come vigilare tutti affinché i milioni del Next Generation You cannoneggiati dalla cassa europea non prendano percorsi rischiosi? Forse perché qui son molti di più a brindare, con fiumi di champagne ad ungere quei canali più o meno oscuri fra politica e affari… e nulla si dice. E cosa ci sarebbe da dire… pensiamo piuttosto a “farci” immuni, anche nelle coscienze.

La politica. SuperMario dicevamo,  mantenendo quella mission di “fornitura” dall’Euroamica, cercherà di tenere a bada gli infidi mandarini dei nostri Palazzi ed al tempo ben disuniti l’un con gli altri. Ce la farà almeno fino a scadenza legislatura. L’unico nodo è sul più alto Colle, lo alletta e non ha fatto una piega per nasconderlo nella conferenza stampa del 22 dicembre. Tutto sta a stabilizzare il processo NextGenYou e trovare un fedele delfino per portarlo a compimento. Qui è necessario un “piccolo” dettaglio: nessuno, mi corregga chi ha letto qualcosa di simile, ha alzato un timido ditino sul possibile vulnus istituzionale di una persona che rischia la promozione nel giro di poche ore o pochi giorni da Presidente del Consiglio a Capo dello Stato. Con buona pace di quanto è scritto nella nostra Costituzione, il passaggio rappresenta senza spostarne una virgola, la strisciante realizzazione di qualcosa di peggio di un semplice presidenzialismo, circostanza cui non si assisteva da 100 anni in qui, tondi tondi. Lì fu una marcia su Roma, qui un guizzo in auto blu, tempi moderni.

Noi consumatori. Le ultime su contagio, ritrovato vax e teorie no-vax ci ovattano in una perversa zona confort che offre meravigliosi alibi alla perenne delega in bianco. Super-delega, rafforzata dai poteri dell’emergenza. Però sia fatto salvo il diritto di mugugno (quello concesso dagli “aguzzini” ai rematori della Repubblica di Genova): lo sciopero generale Cigl-Uil di alcuni giorni fa s’è fatto, abbiamo bloccato per qualche ora trasporti, sanità e pugni in tasca, ma SuperMario tira dritto il galeone con la delega intonsa, senza condizionamenti e con universale consenso. Mi sembra di aver detto tutto quanto potrà nemmeno sfiorare la stragrande maggioranza degli italiani, ché sono in questi giorni presi da bontà infinita e risponderanno ai bustoni delle onlus per le offerte lava-coscienza, che il sottoscritto invece triturerà ben sigillate come da foto-notizia. Perché? Un ricordo col giovane Luigi Ciotti, erano i tempi universitari. Nel corso di una conferenza, lui e non un ruvido statalista come il vostro scrivano, ebbe l’ardire di affermare più o meno così: “il volontariato? L’unico auspicio che deve coltivare è quello di estinguersi!” Così estinto, che ora si osanna e si nobilita a buon diritto Terzo Settore, sostituto dello Stato nel Welfare.

Nella sua misconosciuta microstoria anche Tempio Aperto saluterà questo 2021, ma privo di ogni buon proposito. Cercasi solo un bradipo, il nostro mite animaletto, anche in peluche, per percepire qualche vibrazione in più. Nel frattempo si chiude, ci penserà un po’ prima di ripresentarsi su questi canali, per un motivo che è intimo alla sua ragion d’essere: non voler dare proprio nulla per scontato né scrivere per riempire una pagina destinata bianca.

Buone Festività col più sincero augurio per tutti: che il 2022 non sia di sola sopravvivenza.


Tempio Aperto ritorna lunedì 24 gennaio

Sostieni le nostre attività, clicca sull’immagine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.