Democrazia

A volte basterebbe leggere

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di Graziano Consiglieri Si Fa Presto A Dire

Si fa presto a dire democrazia. Soprattutto quando la parola democrazia è una coperta elastica che ognuno prova ad allungare o accorciare a piacere, a seconda delle necessità, degli obiettivi e delle situazioni.

Farebbero quasi tenerezza, se non suscitassero rabbia, i siparietti che punteggiano la cronaca politica attuale. Pensiamo all’Italia? Indubbiamente, ma anche in questo caso abbiamo poco da insegnare a tanti altri Paesi. E se nel nostro Parlamento, a volte (anche a più volte) sembra di trovarsi nella sala delle grida o al mercato del pesce, altrove girano liberamente nei palazzi sciamani coperti di pelli di bisonte e sciamannati infarciti di sensi di frustrazione, di desiderio di rivalsa e di accuse gettate a pioggia, come il grano nei prati al momento della semina. Già, perché queste accuse, poi, radicano, germinano e danno frutto…

Già, perché, per molti (per fortuna non per tutti), le elezioni sono corrette solo quando si vincono… e già questo è grave. Per altri, in corso d’opera, i sondaggi… già i sondaggi, ma chi li fa, questi sondaggi. A me non hanno mai telefonato, in sessanta anni di vita, e a voi? Dicevo… Per altri i sondaggi dovrebbero indurre a indire elezioni, magari ogni anno, se non con maggiore frequenza, per sfruttare nel momento favorevole il vento propizio, neanche fossero Luna Rossa alla Coppa America di vela. L’immagine è, mi si conceda un altro paragone sportivo, quella di un bambino che, visto che la sua squadra è in vantaggio all’intervallo, nella pausa si porta via il pallone e decide che la gara è vinta, incurante di tutto un secondo tempo nel cui tutto può cambiare. Comodo, ma poco osservante delle leggi, visto che anche queste sono “partite” in cui ci sono delle norme da rispettare.

E qui, sì proprio qui, si apre il capitolo più amaro di queste considerazioni sulla democrazia.

La democrazia, per essere rispettata, chiede a sua volta l’osservanza delle leggi e dei principi su cui si fonda. Posso capire che il droghiere di Ladispoli o il boscaiolo di Vipiteno possano non essere particolarmente ferrati in materia di Costituzione Italiana, ma chi siede in Parlamento dovrebbe, a rigor di logica (e di rispetto per tutti, suoi votanti od oppositori) aver dato una letta ancorché veloce ai sacri documenti su cui quella democrazia e quella Patria fondano la propria esistenza. Così, giusto per evitare di fare la figura del becero ignorante, dell’arruffapopolo. Ma forse mi illudo, e anche la Costituzione è argomento di studio all’università della strada.

⇒ Foto: investireoggi.it ≈ Prossimo Appuntamento: mercoledì 17 febbraio

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