Beniamin
Il Campione Eritreo

di Guido Bigotti brf.be

 

E’ ancora poco conosciuto ma si è già fatto valere nella classica Gand-Wevelgem e lasciando anche il segno al Giro d‘Italia 2022…


Il suo nome è Biniam Girmay Hailu, ha solo 21 anni, sposato da 4, ha una bimba di nome Liela di un anno.

Quando era piccolo come tutti i ragazzini di Asmara, tirava calci a un pallone per strada sognando di diventare un attaccante, ma suo padre, appassionato di ciclismo, alla fine delle elementari gli regalò una bicicletta rossa.

Quel regalo che a molti potrebbe dire poco o nulla è l’inizio di una passione che legherà Biniam e il ciclismo nella sua crescita portandolo a vincere niente poco di meno che la classica Gand-Wevelgem, una gara di 248,8 km che include anche un’importante sezione in pavé.

Se avesse conquistato una tappa del Tour, il clamore sarebbe stato meno grande: la Grand la vinci solo se sei un campione è una delle gare più classiche del ciclismo. Muri, pavè, discese che fanno venire i brividi e la folla immensa a bordo strada che incita i suoi campioni.

Ma facciamo un passo indietro… Fino a ieri l’Eritrea era in gravi difficoltà economiche e sull’orlo del conflitto con l’Etiopia. Era nazione di maratoneti affermati e ciclisti ancora emergenti. Il trionfo di Girmay dimostra che riducendo il divario economico che tiene lontani ciclisti dell’Africa nera dal professionismo, le loro qualità atletiche escono allo scoperto, spinti dalla passione di una nazione che dai tempi della dominazione italiana non è venuta meno.

Ogni domenica intorno ad Asmara ci sono così tante gare che è consigliato non uscire mai in auto.

Biniam viene scoperto a 17 anni dagli allenatori svizzeri della World Cycling Center di Aigle che non è altro che il polo federale che offre borse di studio agli atleti dei paesi emergenti. Che il talento in Girmay abbondasse era evidente. Fisico perfetto (1,84 di altezza per un peso di 69 chili), nel 2021 ha vinto l’argento ai Mondiali under 23.

Anche al Giro d’Italia ha lasciato il segno. Nella decima tappa Pescara-Jesi 196 km di percorso Girmay sconfigge Van del Poel in volata.

Non si era mai visto un corridore africano sbranare la tappa di una grande corsa. Sorride Biniam prima di salire sul podio e rimanere però vittima di un incidente fantozziamo. Il tappo della bottiglia durante la premiazione della tappa a sorpresa lo colpisce all’occhio sinistro. La botta e il dolore immediato.

Girmay viene portato subito in ospedale, medicato e poi dimesso. La notte porterà consiglio e purtroppo il giovane eritreo dovrà abbandonare il Giro. Ma questo è solo l’inizio di una grande storia. Ne sono sicuro!


  Diario Della Bicicletta ritorna a settembre


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6 Comments

  1. Teresa Reply

    Interessante e avvincente come l’inizio di un bel film … chissà forse qualche regista trarrà spunto…

  2. Paolo Santangelo Reply

    Non conoscevo questo ciclista, è un volto nuovo nel mondo del ciclismo professionistico. Da quanto ci racconti, ha già vinto gare importanti. Una bella storia Guido

  3. Maria Rita Reply

    ….peccato x il ragazzo nero che “sbrana” la tappa della grande corsa, un incidente così, neanche durante la competizione… coraggio! …puoi ancora dimostrare la tua bravura…!

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