Amo Leggere

“Spirito Natalizio” oppure “siamo tutti più buoni”, o ancora “natale e consumi”, niente di tutto questo, bensì un chiaro e netto “Amo leggere”… e per essere più precisi “si fa presto a dire amo leggere”.

Si fa presto a dire… “Amo leggere”. Lo so, in molti vi sareste aspettati qualcosa sul fatto che si fa presto a dire “spirito natalizio”, oppure “siamo tutti più buoni”, o ancora “natale e consumi”. Invece no, parliamo d’altro, anche perché il Natale non rientra tra le mie preoccupazioni principali e non affolla i miei pensieri… Anzi, a dire il vero, posso fare mie le parole di quel saggio personaggio che è il Puffo Brontolone e sentenziare imperterrito: “Io odio il Natale”, con l’accento un po’ nasale ben calcato su “odio”.

Natale, però, mi offre lo spunto di parlare di uno dei regali che sono (o che, per meglio dire, erano) tipici delle feste di fine anno: i libri. Dalle strenne ai best seller, da tomi dimenticati ad altri letti e riletti, tutti abbiamo ricevuto dei libri a Natale, ma quanti possono veramente dire di leggere?

“Io amo leggere” è una delle frasi più abusate, violentate, trite e ritrite dell’editoria italiana. Tutti l’abbiamo pronunciata, in pochi ci crediamo veramente. E qui nasce il fatto che si fa presto a dire “amo leggere”.

Il più delle volte, nella mia ancor breve vita di scrittore e ancora più esordiente esistenza da “spacciatore di libri”, alla frase “amo leggere” ho sempre sentito fare da corollario, da sgradevole e distonica appendice un pericolosissimo e oserei dire devastante “ma”. Ecco come una minuscola particella disgiuntiva riesce a minare, implodere, esplodere, annientare e disintegrare il bellissimo assioma “amo leggere”.

“Amo leggere, ma non ho tempo” è una delle esternazioni più frequenti. Amare presuppone passione, dedizione totale e incondizionata, richiede ed esige che il tempo sia dedicato e consacrato a questo amore. Hai tanti impegni? Puoi leggere in tram o treno, in coda alle poste o dal dentista, mentre giri il sugo o sei sul wc. Altrimenti puoi sempre provare a spegnere la tv e riporre lo smartphone. Tempo ce n’è molto, dire di non averlo è una scusa.

“Amo leggere, ma ho troppi (in alternativa: tanti) libri”. Ma che ovvietà! Certo! Se ami leggere devi avere tanti libri. Non saranno mai troppi, anche se la catasta di volumi da leggere ti richiederebbe tre vite aggiuntive non dedicate ad altro che alla lettura. Se un libro ti interessa e ami leggere non importa quanti ne hai: gli aprirai le porte di casa tua e gli darai accoglienza e amore.

“Amo leggere, ma ho finito il budget”. Priorità, è tutta questione di priorità. Ami leggere o ami avere la tinta dei capelli nuova? (In alternativa il cellulare, l’auto, il vestito, le sigarette… e l’elenco continua all’infinito). Se hai una passione, il denaro serve anche per soddisfarla. Ogni giustificazione di budget è una smentita di questo amore.

“Amo leggere, ma devo fare trasloco”. L’ho sentita davvero, questa obiezione, in uno dei miei recenti mercatini. Come se un libro, peraltro corposo ma non oltre i 300 grammi di peso (e sfogliato e risfogliato per mezz’ora), potesse causare una sciatica irreversibile al momento di spostarsi di casa. Nel mio ultimo trasloco, ormai oltre 20 anni fa, ho trascinato su per una scala stile via ferrata dolomitica circa 200 pezzi tra scatoloni, ante, plichi, mobili, elettrodomestici e stufe. Oltre 50 (scatoloni) erano di libri. Se si ama, si può fare e 300 grammi non devono frenare l’impeto.

Da ultimo i temuti, temutissimi corollari: “Mi piacciono i libri”, “Mi piace sfogliare i libri”, “Mi piace annusare i libri”. Uditi esternare tutti insieme, in una fiera a Ferrara, da parte di un eminente capo politico italiano (grande appassionato di mojitos, tanto per non fare nomi). Da incorniciare la risposta di un’editrice: “Il libri non devono solo piacere, vanno amati, non vanno annusati, perché con certe tecniche di stampa non hanno più il tipico odore e, soprattutto, non vanno sfogliati ma letti. Li legga, i libri, ne trarrà giovamento anche l’Italia”.

Buon Natale (obtorto collo) di lettura a tutti.

GRAZIANO CONSIGLIERI

Foto: www.illibraio.it – Umberto Scopa

Si Fa Presto A dire… ritorna giovedì 23 gennaio

One Comment

  1. Giuseppe Reply

    Non posso, anche se in ritardo, non commentare il bellissimo articolo di Graziano. Concordo – ne ho parlato in “Piccole Storie Quotidiane” di lunedì 6 gennaio – nel non amare il natale, però vorrei sottolineare, in quanto credente, che una cosa è il natale (commerciale, pantagruelico, etc…), scritto volutamente in minuscolo, e il Natale cristiano, il secondo mi sembra in gran lunga sorpassato dal primo! Per chiudere, se si amano i libri e non si hanno soldi, si può sempre andare in biblioteca, ai mercatini oppure chiedere ad un amico. Buona lettura a tutti!

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