500.000 in Central Park

di Andrea Sbaffi Andrea Sbaffi

Simon & Garfunkel: The Concert in Central Park (New York, 19 settembre 1981)

Eh no…, purtroppo il 19 settembre del 1981 non ero a New York… Dunque, cosa c’entra questo articolo? Quando ho accettato l’invito per questa rubrica, avevo immaginato di raccontare solo i concerti a cui ho partecipato, intendendo l’accezione letterale dell’essere stato fisicamente in quel luogo e in quell’occasione.

Poi mi sono reso conto di aver avuto la fortuna di assistere anche ad eventi ben più importanti, magari in diretta televisiva, “partecipandovi” proprio mentre accadevano, come forse altre milioni di persone sparse per il mondo. Fortunatamente, c’è stata una fase in cui, ben prima dell’avvento della rete e delle piattaforme di streaming, gli eventi importanti, anche in ambito musicale, godevano del privilegio della diretta TV: nell’Italia degli anni ‘80 e ‘90, la RAI ha trasmesso tanti concerti, che molte/i di noi hanno registrato su videocassette da conservare gelosamente, anche se poi disperse in qualche scatolone durante i traslochi degli anni successivi…

Il primo di questi eventi di cui ho memoria, è stato il concerto a Central Park di Simon & Garfunkel del settembre 1981. Confesso di non ricordare se fu trasmesso in diretta o nei mesi successivi, ma poco importa: ciò che contava era vederlo proprio in quel momento, quando questa possibilità fu data a tutte/i coloro che non erano fra i 500.000 fortunate/i presenti a Central Park.

Paul Simon e Art Garfunkel si erano conosciuti sui banchi di scuola, espressione della borghesia ebraica del Queens, appassionandosi al rock’n’roll e riuscendo ad esordire, ancora minorenni, nel 1957 con il nome di “Tom & Jerry”: per un paio d’anni continueranno a sfornare singoli di discreto successo, senza però abbandonare gli studi, fino alla separazione nel 1959 alla fine del liceo. Si ritroveranno nel 1963, dopo la laurea di Simon, riprendendo il sodalizio con i loro veri nomi (ma senza rinunciare al binomio, che diventa così Simon & Garfunkel) e iniziando quel percorso di raffinato folk acustico, che tutte/i ben conosciamo.

Dopo vari album di successo, culminati con l’Oscar a Simon per Mrs.Robinson, colonna sonora de Il Laureato, il conflittuale rapporto di amore/odio fra i due (proprio come i protagonisti del cartone da cui ricavarono il primo profetico nome, Tom & Jerry) si deteriora, fino allo scioglimento della collaborazione nel 1970.

Da quel momento, proseguono entrambi le carriere soliste, con esiti molto differenti: il più dotato Simon intraprende un percorso di maturazione che lo porterà ad essere fra i compositori più prolifici dei decenni successivi, anche grazie alle contaminazioni con le culture africana e sudamericana (vedi l’album Graceland del 1986), mentre Garfunkel si dedica a un pop melodico, raffinato ma non particolarmente considerato da critica e pubblico.

Come sempre, per chi fosse interessata/o, ecco un link interessante e piuttosto esaustivo, per raccontare la biografia degli artisti.

La prima occasione di tornare insieme su un palco sarà costituita dalla campagna intrapresa nel 1981 dall’amministrazione di New York per il rilancio di Central Park, nella quale spiccano eventi gratuiti, come il concerto di S&G del 19 settembre, a cui assisteranno ben 500.000 persone.

Il concerto viene organizzato in poche settimane e, dopo aver visto prevalere la linea di Simon, che intendeva riarrangiare i vecchi brani con una sorta di piccola “big band”, vengono scelti tutti musicisti di grande qualità e sicura affidabilità, come la base ritmica composta da Anthony Jackson al basso e Steve Gadd alla batteria, entrambi affermati jazzisti, oltre che onnipresenti turnisti.

Pare che già solo definire la scaletta abbia creato tensioni: alla fine, furono scelti una decina di brani del precedente repertorio del duo, oltre a otto del solo Simon, uno di Garfunkel e un paio di cover.

Non posso entrare nel dettaglio di tutti i brani del concerto, per i quali rimando a quanto disponibile in rete, invitando chi avesse il doppio album o il film-concerto, a recuperarli e riassaporarli, con la consapevolezza di assistere ad un grande evento, nel quale le versioni così riarrangiate dal vivo di brani molto famosi in quegli anni, sono diventate iconiche e forse ancora più conosciute delle versioni originali in studio.

Posso solo dire che sono due i brani a cui sono da sempre più legato: il primo è “50 Ways To Leave Your Lover”, brano di Paul Simon, nel quale Steve Gadd propone una piccola scuola di batteria, per l’uso del charleston e l’introduzione di terzine e figure ritmiche che vengono ancora studiate dai batteristi di ogni età; il secondo è una delle cover proposte, “A Heart in New York”, ballata semplice ma efficace, caratterizzata dal boato dei 500mila al verso “New York, to that tall skyline I come, flyin’ in from London to your door / New York, lookin’ down on Central Park / Where they say you should not wander after dark”

Possiamo concludere ricordando come, nello scenario musicale di fine anni ‘70, sconquassato dal movimento punk di ribellione anche contro la logica dei supergruppi, dominante nella prima metà del decennio, il Concerto a Central Park fu la prima occasione capace di riunire una folla oceanica per un singolo evento, aprendo una strada che sarà esplorata e sviluppata nel corso degli anni ‘80, come avremo modo di approfondire nei prossimi mesi.

Appuntamento fra quattro settimane, con il prossimo articolo: The Clash, Festa Nazionale dell’Unità (Roma, 7 settembre 1984)

Io C’Ero ritorna venerdì 3 dicembre

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